MEDICI, INFERMIERI, OSS E LETTIGHIERI DI ASST CREMA AI GIOCHI OLIMPICI E PARALIMPICI: STORIE DIETRO LE QUINTE TRA ADRENALINA E PROFESSIONALITÀ
Tipologia: Articolo, Comunicato stampa, Notizia
Crema, 24 marzo 2026 – L’ASST di Crema ha portato il proprio bagaglio di esperienza ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, partecipando con una squadra selezionata composta da infermieri, OSS, lettighieri e medici, formati per operare in ambienti estremi, tra ghiaccio e alta montagna.
Jacopo Palmitessa (infermiere di Pronto Soccorso), Simona Monorchio (infermiera di rianimazione), Nadir Ferrari (lettighiere), Paola Cacciatori (infermiera di Pronto Soccorso), Gabriele Pisanello (infermiere di Pronto Soccorso), Alice Oggionni (OSS MEU), Angelo Bottinelli (lettighiere), Vincenzo Serina (infermiere) e Paolo Moscato (medico rianimatore) sono i professionisti coinvolti nell’evento internazionale, grazie alla convenzione con l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda.
Tra Milano e le principali località sciistiche, il personale ha garantito assistenza sanitaria nei campi di gara, nei Policlinici Olimpici, nelle Medical Station e a bordo delle ambulanze.
Il dottor Paolo Moscato, medico rianimatore di ASST Crema, ha prestato servizio sia presso il Livigno Snowpark sia all’Assago Skating Arena: «Siamo stati formati con corsi specifici per operare su ghiaccio e in ambienti impervi – racconta – ed è stato un privilegio lavorare in un contesto così importante e internazionale. In Emergenza-Urgenza, intervenire poco significa che tutto sta funzionando. Ci sono stati interventi che hanno richiesto immobilizzazione ed evacuazione rapida, fortunatamente sempre con esiti positivi. È stata un’esperienza intensa, che ci ha permesso di confrontarci con colleghi provenienti da tutto il mondo. La collaborazione con équipe di Giappone, Stati Uniti e Germania è stata particolarmente significativa per efficienza, organizzazione e attenzione al lavoro di squadra nelle situazioni di emergenza».
Simona Monorchio, infermiera del Pronto Soccorso, ha operato al Santa Giulia di Milano durante le competizioni di hockey, sia olimpiche sia paralimpiche: «È stata un’esperienza intensa e profondamente formativa. Ho avuto il privilegio di partecipare in momenti diversi, cogliendo sia la complessità organizzativa sia l’energia e la responsabilità dell’azione sul campo. Ciò che mi ha colpito maggiormente è stata l’eccellenza dell’organizzazione e il valore umano dell’esperienza. I briefing di fine giornata erano occasioni preziose di confronto e crescita. Lo scambio con professionisti di diversi contesti sanitari ha arricchito profondamente il mio modo di vivere la professione».
Entusiasta anche Paola Cacciatori, infermiera del Pronto Soccorso: «Sono stata coinvolta prima nelle Olimpiadi e poi anche nelle Paralimpiadi: ho accettato con entusiasmo, consapevole dell’unicità dell’opportunità. È stata un’esperienza che mi ha permesso di lavorare in un team multidisciplinare altamente qualificato, rendendo ogni intervento stimolante e formativo. Durante le competizioni, emozione e adrenalina erano sempre presenti: ogni situazione richiedeva prontezza e grande attenzione, per garantire la migliore assistenza possibile. È difficile racchiudere tutto in poche parole, ma posso dire che rifarei questa esperienza senza esitazione. È stata per me motivo di orgoglio e una grande occasione di crescita professionale e umana».
Anche Nadir Ferrari, lettighiere, racconta l’emozione vissuta alla Milano Rho Skating Arena: «Un’arena enorme, carica di energia e adrenalina. Mi occupavo della logistica: spostamenti, attrezzature e gestione dei presidi per le barelle. Sentirsi parte di qualcosa di così grande è stato incredibile. Contribuire alla sicurezza di atleti e spettatori dà una soddisfazione difficile da descrivere».
Jacopo Palmitessa e Alice Oggionni, rispettivamente infermiere e OSS, hanno operato a Livigno: «Ho seguito la fase di allestimento del Policlinico Olimpico – racconta Palmitessa – ed è stato come vedere nascere un ospedale. Ho approfondito la logistica sanitaria e mi sono confrontato con colleghi italiani e internazionali: uno scambio professionale e culturale che porterò sempre con me».
«Mi sono occupata dell’allestimento dell’Olympic Center – aggiunge Oggionni – curando ogni dettaglio, dalla preparazione delle attrezzature all’accoglienza dei pazienti. Tutto funzionava in modo impeccabile, come un’orchestra perfettamente coordinata».
L’esperienza ha rafforzato competenze organizzative, capacità di intervento in contesti ad alta complessità e integrazione tra professionisti.
Un’occasione accolta con favore anche dalla direzione strategica di ASST Crema. Il direttore generale Alessandro Cominelli commenta: «Questa partecipazione è motivo di grande orgoglio. Il lavoro dei nostri operatori ha contribuito al successo di un evento internazionale, garantendo sicurezza ad atleti, staff e pubblico. È un contributo silenzioso ma fondamentale. Un’esperienza che lascia sul territorio una legacy importante: competenze rafforzate, relazioni consolidate e una maggiore consapevolezza del ruolo di ciascun professionista, maturata in un contesto di eccellenza mondiale».
Ultimo aggiornamento: 26/03/2026