GIORNATA MONDIALE MALATTIE INFIAMMATORIE CRONICHE INTESTINALI (MICI): PATOLOGIE SEMPRE PIÙ DIFFUSE TRA I GIOVANI, CRESCE L’ATTENZIONE ANCHE SUI CASI PEDIATRICI

Equipe MICI

Tipologia: Articolo, Comunicato stampa, Notizia

Crema, 18 maggio 2026 – In occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI), che ricorre il 19 maggio, la Struttura Complessa di Gastroenterologia di ASST Crema richiama l’attenzione su patologie croniche in aumento, soprattutto tra i giovani adulti, con una crescita osservata negli ultimi anni anche nei pazienti pediatrici. Un fenomeno che gli specialisti invitano ad affrontare senza allarmismi, ma con maggiore consapevolezza e attenzione alla diagnosi precoce. Ne abbiamo parlato con la dr.ssa Samanta Romeo, gastroenterologa di ASST Crema e specializzata nelle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali: «Presso il nostro ambulatorio dedicato sono attualmente seguiti circa 450 pazienti con MICI, con un incremento di oltre 100 casi negli ultimi due anni. Tra questi, circa 300 sono affetti da rettocolite ulcerosa e 150 da malattia di Crohn. I pazienti trattati con terapie biologiche o avanzate sono circa 140, pari al 32% del totale dei pazienti in follow-up».

«Le MICI – spiega la dottoressa Samanta Romeo - sono malattie sempre più diffuse nei Paesi industrializzati e vengono diagnosticate soprattutto tra i 15 e i 40 anni. Negli ultimi anni osserviamo anche un aumento dei casi pediatrici e delle diagnosi in età più avanzata. Probabilmente incidono fattori legati allo stile di vita, all’alimentazione e all’ambiente, oltre a una maggiore capacità diagnostica».

Le MICI, note anche come IBD (Inflammatory Bowel Diseases), comprendono principalmente la Malattia di Crohn e la Colite ulcerosa. Si tratta di patologie caratterizzate da un’infiammazione cronica dell’intestino dovuta a un’alterazione del sistema immunitario. La colite ulcerosa interessa il colon, mentre la malattia di Crohn può colpire qualsiasi tratto del tubo digerente. I sintomi possono essere molto diversi da persona a persona e comprendono diarrea persistente, dolori addominali, sangue nelle feci, perdita di peso, stanchezza marcata e febbre. In alcuni casi possono comparire anche manifestazioni extra intestinali come dolori articolari, problemi cutanei, infiammazioni oculari o anemia.

«La diagnosi precoce è fondamentale», sottolinea la specialista. «Non bisogna sottovalutare sintomi persistenti come diarrea cronica, sangue nelle feci o perdita di peso, soprattutto nei giovani adulti. Intervenire precocemente permette di iniziare le cure prima che l’infiammazione provochi danni permanenti all’intestino».

La diagnosi si basa su un insieme di valutazioni cliniche e strumentali: esami del sangue e delle feci, colonscopia con biopsie, ecografia intestinale, risonanza magnetica ed esami radiologici. Negli ultimi vent’anni le cure hanno registrato progressi significativi. Oggi l’obiettivo non è soltanto controllare i sintomi, ma ottenere una remissione profonda dell’infiammazione e prevenire le complicanze.

«Le terapie biologiche e i nuovi farmaci mirati hanno cambiato radicalmente la prognosi di molti pazienti», evidenzia la dottoressa Romeo. «Si tratta di trattamenti sempre più selettivi e sicuri, che consentono spesso ai pazienti di gestire autonomamente la terapia e di mantenere una buona qualità di vita».

Accanto alle cure farmacologiche, anche gli stili di vita possono influenzare l’andamento della malattia. Il fumo rappresenta uno dei principali fattori di rischio per la malattia di Crohn, mentre alimentazione scorretta, stress cronico e uso non necessario di antibiotici possono incidere sul decorso clinico.

«È importante non affrontare queste patologie da soli», conclude la gastroenterologa. «Affidarsi a centri specializzati, seguire con continuità i controlli e mantenere una buona aderenza alle terapie permette oggi a molte persone con MICI di studiare, lavorare, viaggiare e condurre una vita piena e attiva».

«Le MICI rappresentano oggi una delle principali sfide della gastroenterologia moderna», conclude il dr Guido Manfredi, direttore del dipartimento di Area medica e direttore della Struttura Complessa di Gastroenterologia di ASST Crema. «Ma oggi, grazie alla ricerca, alle nuove terapie e a una presa in carico sempre più specialistica, queste patologie non devono più essere vissute come un limite invalicabile. A Crema il paziente trova un’équipe preparata e multidisciplinare, capace di accompagnarlo lungo tutto il percorso di cura, dalla diagnosi al follow-up, con attenzione non solo agli aspetti clinici ma anche alla qualità della vita. Il nostro obiettivo non è soltanto controllare la malattia, ma permettere alle persone di continuare a progettare il proprio futuro, studiare, lavorare, viaggiare e vivere pienamente la propria quotidianità. Parlare di MICI significa anche combattere il silenzio e lo stigma che ancora troppo spesso accompagnano queste malattie invisibili».

Ultimo aggiornamento: 19/05/2026