GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO: OSPEDALE E TERRITORIO FANNO RETE PER RAFFORZARE I PERCORSI DI CURA
Tipologia: Articolo, Comunicato stampa, Notizia
Crema, 16 ottobre 2026 – Il Disturbo da Gioco d’Azzardo rappresenta un problema di salute pubblica dalle importanti ricadute sanitarie, psicologiche, economiche e sociali. Una dipendenza che non coinvolge soltanto chi ne soffre, ma che può compromettere profondamente anche gli equilibri familiari, le relazioni e la stabilità economica.
Un problema ben presente anche nel territorio cremasco: dopo la crescita costante iniziata nel 2022, nel 2025 sono stati 56 i pazienti seguiti dal SerD, una cifra che le stime del 2026 sembrano riconfermare. I dati evidenziano come la fascia più vulnerabile sia quella tra i 50 e i 59 anni (36% dei casi) e che gli uomini rappresentano ben due terzi dei soggetti in cura (rapporto M/F di 2:1). È proprio dalla necessità di rispondere in modo sempre più efficace alla complessità di questa patologia che nasce il percorso formativo “Il GAP: un ponte tra ospedale e territorio”, promosso dalla Riabilitazione delle Dipendenze di Rivolta d’Adda - ASST Crema, che si è concluso mercoledì 14 ottobre, presso la sede del corso di laurea in Infermieristica di Crema.
Tre le giornate formative, organizzate il 24 marzo, il 26 maggio e il 14 ottobre, che hanno coinvolto professionisti sanitari e sociosanitari afferenti a diversi servizi del territorio (Riabilitazione Dipendenze, SerD, Centro Psico Sociale (CPS) , Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza (NPIA), Consultorio, le Case di Comunità, i Servizi Sociali del territorio cremasco) con un obiettivo comune: condividere una cultura sul tema e creare nodi di contatto tra operatori con diversi background professionali.
«Il Disturbo da Gioco d’Azzardo – spiega il dott. Secondo Cogrossi, Direttore della Riabilitazione delle Dipendenze di Rivolta d’Adda – è una dipendenza comportamentale a tutti gli effetti, non un vizio o una semplice mancanza di volontà. È una condizione complessa, spesso difficile da riconoscere nelle sue fasi iniziali, che può avere conseguenze importanti sulla salute psicologica della persona, sulle relazioni familiari e sulla situazione economica. Il rischio è che la richiesta di aiuto arrivi quando il problema ha già compromesso diversi aspetti della vita quotidiana. Per questo è fondamentale intercettare precocemente i segnali di disagio e costruire percorsi di cura capaci di affrontare tutte le dimensioni della dipendenza».
Il programma formativo ha alternato approfondimenti teorici ed esercitazioni pratiche, affrontando il disturbo da diverse prospettive: dai meccanismi psicologici e dalle distorsioni cognitive agli aspetti neurobiologici e farmacologici, fino alla gestione delle difficoltà economiche, agli strumenti di tutela legale, come l’Amministrazione di Sostegno, e agli interventi psicoeducativi.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al coinvolgimento delle famiglie, spesso direttamente esposte alle conseguenze della dipendenza e parte fondamentale del percorso terapeutico.
«Nessuna figura professionale, da sola, può rispondere a tutti i bisogni di questi. La collaborazione tra medici, psicologi, educatori, assistenti sociali e operatori della riabilitazione – prosegue Cogrossi – è essenziale per garantire continuità e appropriatezza degli interventi. Queste giornate formative rappresentano un’importante occasione per mettere in comune competenze ed esperienze, condividere strumenti operativi e consolidare un linguaggio comune tra ospedale e territorio. L’obiettivo è costruire una rete in cui la persona e la sua famiglia possano trovare risposte coordinate, dalla prima richiesta di aiuto fino al percorso riabilitativo».
La conclusione del ciclo formativo rappresenta dunque un ulteriore passo nella costruzione di una rete sociosanitaria capace di riconoscere e affrontare il Disturbo da Gioco d’Azzardo attraverso interventi multidisciplinari, tempestivi e vicini ai bisogni delle persone.
Un lavoro di integrazione che mette al centro non soltanto il trattamento della dipendenza, ma anche il recupero dell’autonomia personale, familiare e sociale.
«In qualità di punto territoriale di riferimento per il Disturbo da Gioco d’Azzardo – sottolinea il dr. Antonio Prete, direttore del Servizio per le Dipendenze (SerD) di ASST Crema – riteniamo fondamentale il coinvolgimento della rete dei servizi per affrontare in modo efficace ed integrato questa problematica. Per questo motivo apprezziamo ogni iniziativa volta ad approfondire il tema e a favorire la sinergia tra i vari attori coinvolti. A questo proposito, segnaliamo un importante evento informativo e formativo in programma la mattina del 5 novembre 2026 presso la Sala Polenghi dell'Ospedale Maggiore di Crema, dedicato al tema: “Disturbo da gioco d’azzardo e dipendenze tecnologiche: il digitale tra insidia e opportunità terapeutica”».
Ultimo aggiornamento: 20/10/2026