DISFAGIA, QUANDO DEGLUTIRE DIVENTA UN OSTACOLO: LA RISPOSTA DELL’OSPEDALE DI CREMA È UN'ALLEANZA TRA SPECIALISTI
Tipologia: Articolo, Comunicato stampa, Notizia
Crema,7 settembre 2026 – Si è svolto sabato 5 settembre con grande successo e una numerosa partecipazione di pubblico, presso la Sala Polenghi dell’Ospedale Maggiore di Crema, il convegno intitolato “La gestione della disfagia nelle Unità Operative”, promosso per sensibilizzare gli operatori sanitari e la cittadinanza su una problematica sempre più diffusa sia nei reparti per acuti sia sul territorio. La disfagia consiste in un’alterazione della deglutizione che compromette il normale passaggio di cibo e liquidi dalla bocca verso l’apparato digerente, con il rischio di coinvolgere strutture quali lingua e laringe e provocare complicanze gravi come la malnutrizione e la polmonite ab ingestis. Tale disturbo è frequentemente associato a condizioni quali ictus cerebrale, sclerosi multipla, malattia di Parkinson, traumi cranici, patologie oncologiche, infettive o problematiche legate all'invecchiamento.
Come sottolinea il dottor Dario Guerini Rocco, direttore della Struttura Complessa di Riabilitazione Neuromotoria dell'ASST di Crema: «Il nostro obiettivo primario è sensibilizzare sul riconoscimento precoce della disfagia, intercettando tempestivamente campanelli d'allarme quali la tosse durante o dopo i pasti, la necessità di schiarirsi frequentemente la voce o la sensazione di cibo bloccato in gola. Ridurre il rischio di complicanze significa evitare il peggioramento delle condizioni generali del paziente e garantirgli un percorso di cura personalizzato e sicuro».
Per questo motivo, la gestione della patologia richiede un lavoro di squadra che integra medici specialisti, come fisiatri, neurologi, gastroenterologi e otorinolaringoiatri, e logopedisti, infermieri, terapisti occupazionali e farmacisti.
Questa collaborazione è già una realtà nel reparto di Riabilitazione Neuromotoria di Rivolta d’Adda, dove quattro logopediste valutano e trattano i pazienti neurologici o con sospetto di disfagia, sia durante il ricovero sia nei percorsi ambulatoriali. Ogni anno vengono effettuati oltre un centinaio di trattamenti ambulatoriali, a cui si aggiungono le consulenze per i pazienti ricoverati nelle sedi di Crema e Rivolta d'Adda.
L'inquadramento del paziente inizia con una valutazione clinica completa della deglutizione, svolta tramite prove con diverse consistenze di cibo e liquidi. Nei casi più complessi si ricorre a un approfondimento endoscopico (fibroscopia), eseguito dall'otorinolaringoiatra in collaborazione con il logopedista.
«Nell'intervento terapeutico – prosegue il dottor Guerini Rocco – la prima misura riguarda l'adattamento delle consistenze degli alimenti, una modifica non sempre facile da accettare per i pazienti e per i loro familiari, dati i profondi valori affettivi e simbolici legati al cibo. Nei casi più severi, si rende necessario sospendere l'alimentazione orale e attivare la nutrizione enterale o parenterale per garantire il corretto apporto nutrizionale e ridurre i rischi. In questo contesto il compito degli operatori sanitari è accompagnare passo dopo passo il paziente e il caregiver in questa transizione, ricordando che il trattamento riabilitativo logopedico mirato e personalizzato consente, in molti casi, di trattare la disfagia come una condizione transitoria suscettibile di un significativo miglioramento o della completa risoluzione». Un'attenzione costante viene rivolta infine anche alla somministrazione dei farmaci, coordinata con il farmacista per individuare formulazioni alternative idonee qualora le terapie non possano essere frantumate o somministrate tramite sondino nasogastrico o PEG.
Durante il convegno sono intervenuti: Emanuele Basso, Logopedista Otorinolaringoiatria; Bishara Slih, Medico Otorinolaringoiatria; Roberta Bianchessi, Infermiera Otorinolaringoiatria; Laura Casorati, Farmacista; Elisabetta D’Adda, Neurologa e Medico Riabilitazione Neuromotoria; Oana Florina Ghinescu, Infermiera Riabilitazione Neuromotoria; Milena Maifredi, Logopedista Riabilitazione Neuromotoria; Flavio Metelli, Medico Gastroenterologia; Marta Pia, Logopedista Riabilitazione Neuromotoria; Eleonora Rinaldi, Terapista Occupazionale Riabilitazione Neuromotoria; Antonio Zito, Medico Neurologo; Dario Guerini Rocco, Medico Fisiatra Riabilitazione Neuromotoria.
La Rete dei Servizi dell'ASST di Crema
Presso l'ASST di Crema, la valutazione e la presa in carico della disfagia avvengono attraverso una rete multidisciplinare che coinvolge il Presidio Ospedaliero di Crema, il Presidio Ospedaliero di Rivolta d'Adda e i servizi territoriali.
Ospedale Maggiore di Crema
La Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva gestisce la disfagia di origine strutturale ed esofagea attraverso indagini strumentali, esami di fisiopatologia digestiva ed endoscopia.
L’Otorinolaringoiatria effettua la valutazione clinica e strumentale della deglutizione per identificare la disfagia orofaringea e svolge un ambulatorio dedicato per la disfagia.
La Neurologia inquadra e tratta la disfagia neurologica conseguente a patologie acute o cronico-degenerative.
Vengono poi effettuate consulenze Logopediche nei reparti. I logopedisti di ASST Crema intervengono su chiamata in tutti i reparti di degenza per eseguire screening, valutazioni al letto del paziente e indicare la dieta con consistenze modificate e le posture di compenso operative durante il ricovero.
Ospedale Santa Marta e Polo Riabilitativo di Rivolta d'Adda
Ricovero Ordinario (Degenza)
Rappresenta la sede principale per i percorsi di riabilitazione intensiva. I trattamenti di logopedia e la rieducazione della deglutizione sono inseriti direttamente nei piani di recupero personalizzati per i pazienti con malattie neurologiche o in fase post-acuta ricoverati in struttura.
Servizi per Esterni e Post-Dimissione:
Per i pazienti esterni o appena dimessi, la presa in carico specialistica avviene attraverso due modalità:
- Ambulatorio: Visite e terapie programmate per valutazioni e trattamenti individuali.
- MAC (Macroattività Ambulatoriale Complessa): Un regime assistenziale che permette di effettuare cicli di cura multidisciplinari e complessi nell'arco di una giornata, senza necessità di ricovero notturno.
In entrambi i servizi si svolgono cicli riabilitativi personalizzati, mirati anche al recupero funzionale della deglutizione (trattamento della disfagia) e del linguaggio.
Servizi Territoriali e Neuropsichiatria Infantile (NPIA)
Si occupa della valutazione e del trattamento logopedico dei disturbi della deglutizione e alimentari nell'età evolutiva (0-18 anni).
Ultimo aggiornamento: 08/09/2026