CALDO RECORD E FARMACI: «ATTENZIONE, IL CALDO PUÒ COMPROMETTERNE EFFICACIA E SICUREZZA».
Tipologia: Articolo, Comunicato stampa, Notizia
Crema, 8 agosto 2026 – Il caldo non dà tregua e, con temperature elevate e tassi di umidità sempre più alti, aumenta anche il rischio di un pericolo poco conosciuto: il deterioramento dei farmaci. Non si tratta solo di una questione di conservazione, ma di un possibile problema per la salute. Medicinali esposti al calore possono perdere efficacia, alterare le proprie caratteristiche o, in alcuni casi, diventare persino dannosi.
Per questo ASST Crema, recependo le raccomandazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), invita i cittadini a prestare particolare attenzione alla gestione delle terapie durante il periodo estivo.
«Le alte temperature, l’esposizione diretta ai raggi solari e l’umidità elevata non rappresentano soltanto un fattore di stress per l’organismo, ma possono compromettere l’integrità, l’efficacia e la sicurezza dei medicinali», spiega la dr.ssa Manuela Savoldelli, direttore della Farmacia Ospedaliera di ASST Crema. «Molti cittadini non sanno che alcuni farmaci possono interferire con i normali meccanismi di termoregolazione dell’organismo oppure favorire la disidratazione, aumentando il rischio di malori durante i periodi di caldo intenso».
Molti medicinali devono essere conservati a temperature inferiori ai 25 gradi. Tra quelli più sensibili al caldo figurano i farmaci per il diabete, come l’insulina, gli anticoagulanti, gli antiepilettici e alcuni antipertensivi, il cui deterioramento può compromettere la terapia.
Savoldelli sottolinea che particolare attenzione deve essere riservata alle persone affette da patologie croniche e a chi assume terapie continuative. «Per farmaci essenziali come l’insulina, la nitroglicerina, gli anticoagulanti o gli antiepilettici, anche una minima alterazione del principio attivo dovuta a una conservazione non corretta può avere conseguenze cliniche importanti. È fondamentale non sospendere né modificare autonomamente le terapie: qualsiasi eventuale rimodulazione deve essere valutata esclusivamente dal professionista sanitario».
Anche il caldo, infatti, può modificare la risposta dell’organismo ai medicinali. Tra le categorie che possono aumentare la vulnerabilità alle alte temperature figurano anticolinergici, antipsicotici, antistaminici, antiparkinsoniani, antidepressivi, ansiolitici e rilassanti muscolari, che possono alterare la sudorazione, la pressione arteriosa o lo stato di vigilanza. Anche antipertensivi, diuretici, beta-bloccanti, vasodilatatori, antiepilettici e alcuni farmaci utilizzati per nausea, disturbi gastrointestinali e incontinenza urinaria possono favorire disidratazione, ipotensione o squilibri idro-elettrolitici. La conservazione corretta diventa quindi essenziale. «I farmaci devono essere custoditi in ambienti freschi e asciutti, preferibilmente a temperature inferiori ai 25 gradi, salvo diversa indicazione riportata sulla confezione. È opportuno evitare luoghi dove umidità e sbalzi termici sono frequenti, e mantenere sempre i medicinali nei loro contenitori originali, che garantiscono la protezione dalla luce e preservano le caratteristiche del principio attivo. Per gocce e sciroppi è buona norma annotare la data della prima apertura», ricorda la direttrice.
Attenzione anche ai viaggi. «L’insulina deve essere conservata in frigorifero e trasportata in contenitori termici. Anche antibiotici, aspirina, creme, gel e preparati ormonali possono deteriorarsi se esposti a temperature elevate, perdendo efficacia o, in alcuni casi, aumentando il rischio di effetti indesiderati».
Prima di partire è consigliabile portare sempre con sé la confezione completa dei medicinali, comprensiva di foglietto illustrativo, evitando di trasferire i blister sfusi in un unico contenitore: una pratica che può creare confusione, soprattutto per chi assume più terapie. Chi viaggia in aereo dovrebbe trasportare i farmaci nel bagaglio a mano, insieme alla prescrizione medica, utile sia ai controlli sia in caso di necessità di acquisto all’estero. Mai lasciare i medicinali in auto sotto il sole o nella borsa in spiaggia e, se si notano variazioni di colore, consistenza o aspetto, è preferibile non assumerli senza aver consultato il farmacista.
Da non sottovalutare anche il rapporto tra farmaci e sole. Alcuni medicinali, come antibiotici, antinfiammatori non steroidei (FANS), cortisonici e terapie ormonali, possono aumentare la fotosensibilità della pelle, favorendo dermatiti, eczemi o macchie cutanee. In questi casi è consigliabile limitare l’esposizione diretta ai raggi UV e utilizzare una protezione solare ad alto fattore.
L’appello finale della dr.ssa Savoldelli è chiaro: «L’estate non deve diventare un motivo per modificare autonomamente le cure. Anche se, ad esempio, la pressione arteriosa tende ad abbassarsi con il caldo, non bisogna ridurre o sospendere i farmaci di propria iniziativa. Ogni cambiamento della terapia deve essere concordato con il medico».
L’ASST di Crema invita infine la cittadinanza a rivolgersi sempre ai professionisti sanitari in caso di dubbi sulla conservazione o sull’assunzione dei medicinali durante il periodo estivo, per affrontare il caldo in sicurezza senza compromettere l’efficacia delle terapie.
Ultimo aggiornamento: 04/09/2026